E’ possibile datare un manoscritto? L’indagine sull’inchiostro nella grafologia giudiziaria

Si può davvero stabilire quando è stato scritto un documento?
Nel mio (discorsivo e semplificato) approfondimento di grafologia giudiziaria esplicito come, grazie all’osservazione della riflettenza dei gruppi metilici dell’inchiostro (operata in microscopia stereoscopica, addizionata di opportuno fascio di luce radente) e indagando, in particolare, la stabilizzazione del cristalvioletto, sia possibile stimare l’età effettiva di una scrittura. Ovviamente entro certi limiti temporali (grossomodo risalenti a sei anni) e unicamente considerando le penne a sfera (che hanno inchiostri a base oleo-viscosa e resinosa). Resta un’indagine ben interessante, utile a corollario in casi di firme sospette, testamenti olografi, scritture private che si sospettano retrodatate o risalenti a periodi diversi, e che quindi può fornire validi elementi riportanti a tentate frodi documentali. E la grafologia forense – affiancata da strumenti ottici e conoscenze specifiche – può fornire indizi preziosi anche in assenza di analisi chimiche (che, seppur più precise, restano comunque molto invasive e parzialmente distruttive del reperto indagato).