Quanto è utile l’indagine con irradiazione UV in una perizia grafica-grafologica?

Ovviamente molto! Anche se pertinente all’indagine tessutale-strumentale, resta una fase d’indagine che serve a scoprire e documentare la presenza di zone traslucide, variamente causate da cancellature meccaniche (raschiamenti), cancellature fisiche (gomme da cancellare), cancellature chimiche (soluzioni versate sulla carta); oppure documenta l’assenza di aloni e macchie sospette, quindi riporta come il foglio/reperto risulti perfetto ed intonso, privo di anomalie.

Una perizia/consulenza grafica su base grafologica infatti, qualora supportata da un’ampia e specifica indagine strumentale, può dimostrare la falsità di un atto anche prima di addentrarsi nella fase di analisi analitico/comparativa delle scritture indagate; e proprio in tale ottica, la fase dell’indagine operata nel campo UV consente di analizzare sia la tipologia dell’inchiostrazione, che l’integrità del foglio sottostante.

Principalmente tale fase d’indagine risulta fondamentale per verificare l’originalità di titoli ed assegni (si ricorda l’importanza delle pagliuzze sensibili all’irradiazione UV, come da attuali normative ABI), ma resta comunque sempre valida per qualsiasi documento da esaminare (quindi schede testamentarie, cambiali, scritte anonime ma, in genere, per qualsiasi foglio di carta), perché è un esame che può documentare e dimostrare alterazioni e cancellature chimiche che l’occhio umano non percepisce.

L’indagine può essere condotta sia sull’intero documento in esame che su singole porzioni, anche utilizzando uno specifico microscopio. A titolo esplicativo, l’immagine soprastante posta a sx evidenzia un reperto privo di anomalie, mentre l’immagine a dx una firma con un ripasso d’inchiostro (ripassi evidenziati dalle frecce rosse).

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