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Perizia grafologica giudiziaria: quanto è affidabile?

Gli effettivi dati statistici sull’affidabilità dell’analisi tecnica in una perizia grafologica-giudiziaria

Nel contesto delle controversie civili e penali, la perizia grafologica forense rappresenta il fondamentale strumento per poter accertare l’autenticità o la falsità di firme, testamenti, scritture private, contratti e documenti contestati. Spesso – per i procedimenti tecnici – risulta essere proprio la prova “regina”: un documento infatti o è reale ed “esiste”, oppure è inesistente e quindi falso.

E, prima di richiedermi una analisi tecnica, spesso l’utente mi chiede l’effettiva valenza e affidabilità delle conclusioni della perizia grafologica giudiziaria. In tale ottica – ferma la costante evoluzione dei protocolli d’indagine internazionali, con anche l’inserimento di adeguati parametri valutativi – negli ultimi anni la ricerca scientifica ha dedicato anche attenzione alla misurazione dei tassi di errore nell’esame della scrittura e delle firme. Commenteremo, quindi, una ricerca pubblicata sul Journal of Forensic Sciences (in calce, il link dell’articolo originale) sulla validità delle indagini riportate in seno ad una consulenza grafologica giudiziaria in Tribunale, che ha fornito dati estremamente interessanti per comprendere il valore probatorio delle analisi grafologiche. Ricerca e dati che – ancor prima di essere conosciuti dagli Utenti privati – andrebbero valutati da Avvocati e Giudici, al fine dell’effettiva ponderazione delle risultanze poi emerse nelle relazioni tecniche commissionate (fermo il diritto di difesa delle Parti).

Cos’è una perizia grafologica forense

Procediamo, per prima cosa, ad illustrare di che trattiamo.

La perizia grafologica forense è un’indagine tecnico-scientifica, finalizzata all’identificazione dell’autore di una scrittura o di una firma.

Come già chiarito in un altro articolo (https://alfiocostanzo.it/grafologia-o-grafologia-forense-assonanze-poche-e-differenze-molte/ ), la grafologia giudiziaria-forense è ben diversa dalla comune grafologia. L’attività del consulente grafologo consiste, quindi, nell’analizzare caratteristiche quali:

  • pressione della scrittura;
  • ritmo grafico;
  • inclinazione;
  • proporzioni delle lettere;
  • collegamenti tra grafemi;
  • caratteristiche individualizzanti.

Attraverso il confronto tra le caratteristiche specifiche inconsce presenti nei documenti contestati e nelle scritture di comparazione (certamente autentiche), il grafologo forense formula quindi un giudizio tecnico sull’attribuzione o meno della paternità grafica, rilevando quindi se si tratta di una scrittura spontanea, genuina e autografa, oppure forzata o apposta da un diverso soggetto.

Le applicazioni più frequenti riguardano:

  • firme contestate;
  • testamenti olografi;
  • assegni;
  • scritture private;
  • contratti;
  • documenti societari;
  • lettere anonime.

L’importanza dei tassi di errore nella grafologia forense

In ogni disciplina scientifica è essenziale conoscere il margine di errore associato alle metodologie utilizzate; nel settore forense questo aspetto assume una rilevanza ancora maggiore, poiché dalle conclusioni di una consulenza possono derivare decisioni giudiziarie importanti. Purtroppo, in Italia tale indagine statistica – relativa, quindi, anche alla “solidità” e alla professionalità dei vari Consulenti – non risulta degna di particolare attenzione; la grafologia giudiziaria – ed i grafologi forensi – ne fanno le spese, poiché si discute di “risultati aleatori” in base alle convenienze delle Parti, ma gli Avvocati (e, a volte, anche qualche  Giudice) sconoscono l’effettiva alta valenza probatoria della consulenza grafologica, sottostimandone i reali dati statistici e l’intrinseca (odierna!) affidabilità oggettiva. Orbene, tralasciando l’Italia (ove, di ogni Professionista, manca l’effettiva conoscenza del personale tasso di errori, che invece andrebbe effettuato: non tutti i Professionisti sono uguali!), numerosi studi internazionali hanno cercato di determinare con precisione la percentuale di errori commessi dagli esperti grafologi giudiziari, confrontandola con quella registrata invece da comuni soggetti, privi di formazione specialistica. Il caso è sotto gli occhi di tutti: tutti infatti scriviamo, e tutti crediamo di essere “certi” di un personale giudizio quando affermiamo “si vede ad occhio che la a è diversa, anche l’iniziale P e quindi si tratta di una firma falsa”; al di là delle apparenze (senza scendere nei controlli della specifica immagine direttrice personale, dell’impulso energetico automatizzato del cervelletto e di problematiche occasionali quali supporto sottostante e motricità fine), l’obiettivo dell’indagine è stato di verificare se l’esperto possieda competenze realmente superiori rispetto a quelle di una persona comune.

Cosa emerge dagli studi scientifici

L’analisi comparativa, pubblicata nel 2024, ha esaminato numerose ricerche condotte negli Stati Uniti, in Australia, Nuova Zelanda e altri Paesi.

I risultati emersi sono risultati particolarmente significativi.

Per quanto riguarda l’esame di testi manoscritti, il tasso medio di errore degli esperti varia tra lo 0,32% e il 5,85%, con una media pari al 2,84%: semplificando, un grafologo forense, sbaglia, in media, un 2,8% (diciamo 3 casi su 100). I non esperti (quindi l’utente comune, compresi avvocati e giudici), registrano invece percentuali di errore comprese tra l’11,43% e il 28,72%, con una media superiore al 21%: la persona comune sbaglia quasi 22 casi su 100.

Anche nell’analisi delle firme i risultati confermano la ben superiore affidabilità degli specialisti:

  • l’errore medio degli esperti grafologi forensi risulta essere pari al 2,50% (quindi, 1 sbaglio su 40).
  • l’errore medio dei non esperti (gente comune) risulta pari al 19,55% (quindi, 1 su 5).

Considerando poi complessivamente scritture e firme, il tasso medio di errore degli esperti (periti grafologi giudiziari) si attesta intorno al 2,63%, mentre quello dei non esperti supera il 20%. In termini pratici, questo significa che gli specialisti commettono circa sette volte meno errori rispetto a chi non possiede una formazione specifica.

Come da classica mia affermazione,  “non basta saper scrivere per comprendere la natura del gesto grafico; io guido l’auto da oltre 30 anni, ma non mi definisco un pilota”.

Tra l’altro, l’esperto risulta più prudente ed evita di esprimere giudizi categorici in presenza di dati insufficienti, riducendo il rischio di errori e aumentando l’affidabilità complessiva dell’indagine.

La validità scientifica della grafologia forense

Per molti anni, quindi, la grafologia forense è stata oggetto di dibattito in diversi ordinamenti giuridici; le critiche riguardavano principalmente la mancanza di studi empirici in grado di dimostrare l’affidabilità delle metodologie utilizzate ma, soprattutto negli ultimi due decenni, la situazione è profondamente cambiata. Le ricerche pubblicate su riviste scientifiche internazionali hanno infatti consentito di raccogliere dati concreti sulle prestazioni degli esperti, contribuendo a rafforzare la validazione scientifica della disciplina.

La perizia grafologica moderna oggi si basa su protocolli consolidati, aggiornati e indicati da organi internazionali, con rigorose procedure verificabili e risultati misurabili, seppur sempre partendo dall’indagine della gestualità grafica individuale.

Ampiamente differente risulta essere, invece, l’indagine strumentale, con un tasso di errori che, in tal caso, può essere praticamente pari a zero. Un documento alterato (ad esempio con una firma “stampata” piuttosto che inchiostrata), o formato con abrasioni chimiche, risulta immediatamente rilevabile con una accurata indagine strumentale, e quindi ci restituirà – sempre! – un risultato oggettivo, certo, documentabile strumentalmente. Al netto dell’errore umano (come quando si esegue una indagine RX su una eventuale frattura: può sbagliare l’osservazione del tecnico, ma non la macchina).

L’importanza di affidarsi a un professionista qualificato

I dati scientifici sopra riportati dimostrano, chiaramente, che l’esperienza e la formazione specialistica incidono in modo significativo sulla qualità delle conclusioni. Gli esperti mostrano tassi di errore estremamente contenuti e prestazioni significativamente superiori rispetto ai non esperti, oltre che a poter depositare, in giudizio, una materiale relazione tecnica.

Ecco perché è fondamentale rivolgersi a professionisti qualificati, dotati di adeguata preparazione tecnica, costante aggiornamento professionale nonché adeguata esperienza sul campo. Una consulenza accurata può fare la differenza nella corretta valutazione di un documento contestato, rappresentando – con forza ed obiettività tecnica – un elemento decisivo all’interno di un procedimento giudiziario, dimostrando le effettive ragioni di una Parte e fornendo al Giudice una corretta visione dei fatti. In sintesi, una adeguata consulenza grafologica giudiziaria può essere un valido mezzo di prova, e le più recenti ricerche scientifiche internazionali confermano che la perizia grafologica forense costituisce uno strumento altamente affidabile per l’analisi di firme e scritture contestate. Può aiutare avvocati ma anche utenti privati che si trovano ad affrontare contestazioni documentali, sia con un consulto in presenza che direttamente online, se serve sveltire tempi e limitare i costi (puoi visitare il mio sportello di grafologia forense online, al link  https://alfiocostanzo.it/sportello-online/ ).

Per finire, alcune precisazioni su quando richiedere una consulenza di grafologia giudiziaria

Come noto, la consulenza di un grafologo forense può risultare determinante in numerose situazioni. Tra i casi più frequenti troviamo:

  • Contestazione di firme

Quando una firma apposta su un contratto, una procura o un documento viene disconosciuta, la consulenza grafologica può accertarne l’autenticità.

  • Testamenti olografi

Le contestazioni ereditarie spesso riguardano la genuinità della scrittura o della firma del testatore; in questo caso l’esame è particolarmente articolato, vario, potendo impegnare anche varie figure professionali, al fine di una esaustiva comprensione del reperto e della caratteristiche sia strutturali che grafodinamiche dell’atto grafico (per approfondire, https://alfiocostanzo.it/il-testamento-olografo-corretta-sequenza-dindagine/ ).

Assegni e documenti bancari

L’analisi grafica può contribuire ad accertare eventuali falsificazioni o utilizzi fraudolenti; in questo caso, diventa particolarmente rilevante l’indagine microscopica multispettrale, sia nel campo UV ( https://alfiocostanzo.it/quanto-e-utile-lindagine-con-irradiazione-uv-in-una-perizia-grafica-grafologica/ ) sia in microscopia estremamente spinta in luce naturale (ad es. https://alfiocostanzo.it/come-scoprire-se-una-firma-e-stata-apposta-su-un-foglio-in-bianco-poi-stampato/ ) che anche in microscopia IR (https://alfiocostanzo.it/importanza-dellindagine-nellinfrarosso-in-una-consulenza-perizia-grafologica/ )

Consulenze per studi legali (CTP grafologiche stragiudiziali)

Pertanto, la statistica oggettiva dei dati conferma come – oltre alle esigenze di fornire una oggettiva “fonte di prova” al Giudice, quale CTU – una accurata e approfondita consulenza tecnica grafologica, pro veritate e stragiudiziale, può fornire anche all’Utente o all’Avvocato, tramite CTP, una chiara ed oggettiva visione e consapevolezza del reperto documentale indagato, visione estremamente valida prima di “avventurarsi” in operazioni giudiziarie.

Infine – per chi volesse apprezzare la ricerca inserita nell’articolo originale (in lingua inglese) – basta collegarsi al link https://doi.org/10.1111/1556-4029.15589

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