Importanza dell’indagine nel campo IR in una consulenza/perizia grafologica

In seno ad una consulenza o perizia grafo-peritale, sia giudiziale che stragiudiziale, risulta spesso utile una approfondita indagine multispettrale operata anche nel vicino campo InfraRosso (quindi oltre quanto visibile e percepibile, naturalmente, dall’occhio umano).

Tale fase d’indagine riesce a restituire possibili anomalie causate dall’uso di diverse penne, magari aventi una inchiostrazione visivamente similare ma dagli inchiostri strutturalmente diversi (a causa dei diversi componenti chimici utilizzati dai rispettivi produttori): quindi l’occhio rileva tonalità d’inchiostro identiche che, però, sono strutturalmente riconducibili a penne diverse. Da questo punto, con un adeguato microscopio stereoscopico diventa agevole scoprire l’avvenuto ritocco o l’aggiunta di una frase/cifra/lettera ecc.!

Esplicitando, qualora un reperto presenti un’originaria compilazione con inchiostrazione nera e, successivamente, un soggetto indefinito aggiunga ulteriori elementi tramite una penna diversa ma sempre dal medesimo colore dell’inchiostrazione (quindi ulteriore penna dall’inchiostro nero), ciò potrà essere documentato tramite una apposita indagine multispettrale IR. L’utilità di tale indagine resta ancorata anche al fatto che trattasi di natura esclusivamente visiva e non distruttiva/invasiva: non c’è estrazione chimica degli inchiostri, il reperto non subisce alcun danno e, quindi, l’indagine può essere ripetuta da qualsiasi altro professionista, sia antecedentemente che successivamente.

Il diverso riscontro è dovuto al fatto che gli inchiostri utilizzati – appartenenti a marche diverse e, quindi, frutto di composizioni chimiche diverse – potranno comportarsi diversamente nel campo IR, con un’inchiostrazione che resti visibile e l’altra no. Ciò si deve perché, banalmente, al produttore non interessa il comportamento o la resa dell’inchiostro alla lunghezza d’onda che l’occhio umano non vede (!), bensì la tonalità e le caratteristiche nel campo della luce naturalmente percettibile dall’occhio umano. Al produttore, semplicemente, interessa il risultato visibile, non come e con quali elementi chimici si raggiunge.

Altro vantaggio importante dell’indagine multispettrale IR è che sarà possibile svelare l’eventuale presenza di tracciati sottostanti a matita (anche latenti, quindi anche se già parzialmente cancellati prima della sovrascrittura tramite penna!). Aspetto tecnico più complesso, qui non esplicitabile.

L’indagine nel campo IR potrà essere eseguita per sottrazione o per addizione, ovviamente a diverse lunghezze d’onda; per essere svolta presupporrà l’uso di specifica strumentazione tecnica, ma anche adeguate conoscenze tecniche in possesso del grafologo giudiziario (o dell’analista documentale forense, tipo i RIS). Resta ovvio che tale fase d’indagine potrà essere particolarmente utile su un reperto costituito da testamento olografo, assegno, cambiale, scrittura privata ecc.

Si riporta, ad esempio, un vecchio caso giudiziario trattato dallo scrivente: nella parte visibile (sx) si rileva l’immagine di due firme apposte con penne a sfera, entrambe dall’inchiostrazione blu (si tratta apparentemente della medesima penna, ma con diversa pressione per i due scriventi); l’indagine nel campo IR rileva che trattasi di due penne diverse che, nel caso trattato, difficilmente avevano motivo di coesistere. Quindi inchiostrazioni apparentemente uguali ma generate da due penne diverse.

Ecco un esempio di come “ripulire” un documento, rintracciando ritocchi/aggiunte successive.

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