Il testamento olografo: corretta sequenza d’indagine.

L’indagine su di un testamento olografo risulta essere, ampiamente, tra quelle più complesse ed impegnative a carico del grafologo giudiziario.

In una prima fase bisognerà escludere qualsivoglia anomalia dovuta ad un falso documentale: ad esempio cancellature, solchi ciechi, pretracciati sottostanti a matita; ma anche cancellature chimiche, ripassi su una precedente “maschera”, ritocchi innaturali (anche provenienti da una penna diversa). Potranno anche trovarsi elementi autografi, ma riportati – tramite scansione e stampa – per creare un documento falso. Ecco l’importanza di un’attenta indagine strumentale (anche particolarmente articolata, e dispendiosa sul piano del tempo e dell’impegno strumentale), che però risulta in grado di indicarci la natura del documento indagato in verifica; qualora sia presente un documento in fotocopia, tale indagine risulta non effettuabile (ed ecco spiegato il vero limite della copia fotostatica).

Con la seconda fase, sarà effettuata un’indagine sul degrado senile del grafismo indagato: un novantenne non potrà, infatti, mai scrivere come un cinquantenne! E questo al di là di numerosi motivi, diversi da caso a caso. Sarà eventualmente anche effettuata una indagine su vari elementi caratterizzanti, ad esempio presenza di Parkinsonismi o del morbo di Alzheimer, anche escludendo atipicità più occasionali (ad es. la presenza di tunnel carpale). In questa fase sarà indagata anche la spontaneità della scrittura in esame, o se risulti ipotizzabile un’esecuzione a mano guidata/forzata.

Conclusivamente, quale terza fase d’indagine, si procederà alla classica indagine analitico-comparativa operata sui grafismi in verifica e comparazione, ricordando la possibile interazione di elementi esterni (ad esempio farmaci o altre particolarità, che solo un esperto potrà spiegare ed inserire in un quadro d’indagine tanto complesso). Ricordo come bastano anche banali elementi, ma non considerati, per ottenere un falso tremore che invece un grafologo giudiziario riuscirà a motivare e spiegare: si pensi, ad esempio, a un piano sottostante irregolare, quale un cruscotto di automobile.

Ultima indicazione: sarà sempre consigliabile ed utile acquisire informazioni dal medico curante del de cuius, ma anche altre specifiche caratteristiche ad opera dei parenti. Perché la classica frase dell’utente che si rivolge al grafologo forense (Dottore si vede che la “a” è diversa!) nasconde, invece, un mondo molto ampio e complesso!

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