Risposta immediata: sì, certamente! E, da grafologo, ti illustrerò come e perché.
La grafologia – ma anche, in modo ancora più rigoroso, la grafologia forense – consente di riconoscere se una grafia è stata prodotta da uno scrivente mancino o destrimane, grazie all’osservazione di specifici elementi tecnici del gesto grafico.
In questo articolo vedremo come e perché la scrittura del mancino presenta caratteristiche riconoscibili, sia nella pratica quotidiana sia in ambito forense e peritale.
Origine del termine “mancino” e cenni storici
Il termine mancino deriva dal latino mancus, che indicava una mancanza o una menomazione. Non a caso, fino a pochi decenni fa, la lateralità sinistra veniva considerata un’anomalia da correggere.
Nel contesto scolastico, molti bambini mancini venivano forzati a scrivere con la mano destra, una pratica oggi superata ma che ha lasciato tracce significative nella grafia di intere generazioni.
Dal punto di vista tecnico, questa forzatura era possibile perché l’organo scrivente si adatta allo scopo: con un adeguato allenamento, è possibile scrivere non solo con la mano non dominante, ma persino con altri distretti corporei. Tuttavia, l’adattamento non elimina le tracce del gesto originario.
Lateralità cerebrale e scrittura
Semplificando:
- nel destrimane prevale l’emisfero cerebrale sinistro;
- nel mancino prevale l’emisfero cerebrale destro.
Pur senza addentrarci in aspetti neurofisiologici complessi, è importante sottolineare che la lateralità influisce sull’organizzazione del gesto grafico, soprattutto in un sistema di scrittura come il nostro che procede, fisiologicamente, da sinistra verso destra.
Le difficoltà oggettive del mancino nel nostro sistema di scrittura
La scrittura con la mano sinistra, nel sistema alfabetico occidentale, presenta alcune criticità strutturali:
- il mancino copre con la mano ciò che ha appena scritto, mentre il destrimane può osservare il tracciato in tempo reale;
- il gesto grafico del mancino avviene spesso in spinta, con braccio e mano in tensione anziché in estensione;
- storicamente, l’uso di stilografiche e pennini rendeva difficoltosa la scrittura del mancino, poiché l’inchiostro non aveva il tempo di asciugarsi e veniva inevitabilmente sbavato.
Questi fattori incidevano direttamente sulla dinamica del gesto grafico (si pensi che, fino a qualche decennio addietro, anche gli inchiostri delle penne a sfera non presentavano una formulazione chimica che ne permetteva una essiccazione quasi istantanea, venendo anch’essi – seppur limitatamente – sbavati dallo scrivente con la mano sinistra), ed ancora oggi limitatamente lasciano limitate sbavature (riconoscibili) sul foglio.
La differenza chiave: grafia “trascinata” e grafia “spinta”
Dal punto di vista grafologico e grafologico-forense, la differenza più significativa tra destrimane e mancino riguarda la direzione del gesto nei tratti liberi orizzontali.
- Il destrimane tende a trascinare la grafia: il movimento naturale procede da sinistra verso destra;
- Il mancino tende a spingere la grafia: il movimento procede da destra verso sinistra, ma sempre (obbligatoriamente!) rispettando l’obbligata progressione del nostro sistema grafico, con la grafia che sul foglio evolve da sx verso dx.
Nei fatti, ciò comporta che il destrimane può osservare la propria grafia mentre viene eseguita, mentre il mancino ci passa/trascina sopra la mano (coprendola), eseguendo il tracciato con braccio e mano in tensione (invece che in estensione). Il tutto comporta anche il difficile uso di una penna quale la stilografica e/o il pennino (ampiamente standard qualche decennio addietro), poiché l’inchiostro non riesce ad essiccarsi immediatamente e viene “sbavato” sul foglio.
Come identificare, materialmente, la scrittura del mancino rispetto quella del destrimane
Il diverso movimento comporterà la presenza, nei TRATTI LIBERI ORIZZONTALI (quindi ad es. nei tratti delle “t”), di un gesto sempre facilmente individualizzante: il destrimane traccerà questi tratti nella direzione da sx verso dx, mentre il mancino li traccerà all’opposto, quindi da dx verso sx. Applicando il concetto nei tratti liberi orizzontali (ad esempio il taglio orizzontale della t):
- il destrimane traccia il segno da sinistra a destra;
- il mancino lo traccia da destra a sinistra.
Questo resta un elemento altamente individualizzante per un grafologo, e rappresenta un indicatore tecnico di grande valore anche per il grafologo giudiziario in sede di analisi e comparazione della grafia, in una CTU o una CTP.
Riconoscere la grafia del mancino in ambito forense
In una consulenza tecnica o perizia giudiziaria, l’analisi della direzione dei tratti, della pressione, della tensione del gesto e della dinamica grafica consente di:
- individuare la mano scrivente;
- distinguere tra scrittura naturale e scrittura adattata;
- riconoscere tentativi di dissimulazione o di contraffazione.
Ma la direzione dei tratti liberi orizzontali resta un indice pienamente affidabile per stabilire se una grafia appartenga a un soggetto mancino o destrimane.
Conclusione
Sì, è quindi possibile riconoscere con piena certezza tecnica la grafia di un mancino, sia nella vita quotidiana sia, soprattutto, in ambito grafologico-forense.
L’osservazione attenta del gesto grafico, della direzione dei tratti e della dinamica esecutiva permette allo specialista di individuare elementi oggettivi, ripetibili e verificabili.
La scrittura – ancora una volta, non nascendo “a caso” ma essendo la proiezione inconscia di uno specifico soggetto scrivente – si conferma una traccia profonda dell’organizzazione neuromotoria e della personalità dello scrivente.
