Donald Trump: una firma (grafologicamente) da panico!

Tanto è stato scritto (e detto) su Donald Trump. E se io non posso valutare fatti ed eventi a me lontani e sconosciuti, posso però trarre le mie conclusioni in base ad un ritratto grafologico di personalità. Ricordo quindi come, grafologicamente, la firma riporti l’Io sociale del soggetto scrivente, quindi il suo modo di presentarsi “pubblicamente” ma, anche, il relativo modo di essere.

Strutturalmente, la firma di Donald Trump risulta essere apposta con un pennarello (probabilmente per ottenere uno spessore maggiore rispetto ad una comune penna, ottenendo così anche dimensioni più grandi); presenta poi, in sintesi, 5 principali elementi caratterizzanti: colore nero, iperlegata (=manca un qualsiasi stacco tra le lettere), iperangolosa (=formata di soli angoli, manca un qualsiasi tratto curvo), iper-personalizzata (=le forme, personalizzate, vengono piegate al fine di tracciate il tutto con un unico gesto grafico, anche andando contro i canoni scolastici), dalla ipertenuta del rigo di base (=tracciando una linea dal primo all’ultimo punto sul rigo, tutto risulta essere perfettamente allineato).

Grafologicamente, risulta essere una scrittura eccessiva, a causa dell’unione di troppi “iper”. Grafia profondamente squilibrata verso una eccessiva autorevolezza, eccessiva durezza, enorme determinazione; assenza di comprensione dell’Altro, che riporta a decisioni ferme ed irremovibili ma quasi estemporanee, poi dal difficile ripensamento/passo indietro. Troppo senso di Sé, durezza, voglia di apparire. Ricorda l’immagine di un treno ingombrante, privo di freni, vistoso, rumoroso e che corre precipitosamente in avanti.

Sorge preoccupazione perché manca un qualsiasi bilanciamento od ammorbidimento; il ritratto grafologico riporta ad un leader dittatoriale, vanitoso, determinato, perseverante, che piega la realtà al suo desiderio/immaginazione piuttosto che comprenderla e valutarla; leader che esige cieca obbedienza e completa sottomissione dai suoi subordinati: immaginiamo cosa pretenda dagli avversari!

Ultima considerazione: comparativamente, rivedendo vecchie grafie legate a periodi storici ormai archiviati, rilevo come anche quelle dei gerarchi nazisti (nonché del Duce “nostrano”) risultassero essere grafie più morbide, più ariose, più piccole, più variabili rispetto all’attuale Presidente USA.

Donald Trump oggi detiene il futuro del mondo (non solo occidentale) in mano: cosa potrà accadere?

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