Disegna te stesso: test proiettivo grafologico (sintesi di elementi proiettivi nel disegno dei bambini)

Premettiamo alcune imprescindibili indicazioni: la grafologia generale, essendo principalmente un test proiettivo, tra le molte applicazioni trova riscontro anche nel disegno dei bambini, ovviamente senza alcuna valenza medica; ogni elemento occasionale perde qualsiasi valenza d’indagine (il riscontro deve essere costante, non frutto di estemporanea occasionalità magari dovuta a elementi esterni/estranei/fortuiti); nella somministrazione del test non bisogna mai suggestionare/indicare/forzare, ma far percepire il tutto come un gioco ove lo scrivente può creare liberamente.

Partiamo da un concetto basico: la grafologia riporta come il bambino proietti, in un disegno, Sé stesso (risultano perfetti da somministrare, per lo scopo, i classici fogli formato a4 per stampante). Potremo chiedergli espressamente di disegnarsi, oppure – meno invasivo! – potremo richiedere di disegnare un qualsiasi oggetto, ad esempio il suo gioco preferito. Dalla relativa collocazione dell’oggetto nello spazio potremo evincere vari elementi embrionali.

Partiamo dall’indicare come l’eventuale collocazione al centro del foglio risulti essere assolutamente naturale e classica, rappresentando una serena consapevolezza di Sé.

Ciò premesso, suddivideremo poi mentalmente il foglio in una griglia divisa in nove parti, con legenda come da immagine superiore del presente articolo.

Seppur apparentemente complessa, la decodifica grafologica della proiezione spaziale risulta semplice: tale griglia è infatti divisa in tre fasce orizzontali e tre colonne verticali.

Le fasce orizzontali riportano, rispettivamente: la collocazione del disegno nella zona alta (fascia azzurra) ci indica un bambino particolarmente attratto dal pensiero e dalle speculazioni teoriche, nella zona media (fascia verde) ci riporta ad un bambino che vive la quotidiana realtà oggettivabile, mentre per la zona inferiore (fascia rossa) ci riporta ad un bambino fortemente ancorato alla materialità.

Le tre colonne rappresentano invece, grafologicamente: passato (colonna a sx), presente (colonna centrale) e futuro (colonna a dx).

La griglia apposta superiormente risulta essere una sintesi ben chiara ed immediata, ma esplicitando ancor meglio avremo che:

  1. Un bambino che si disegna-colloca nella zona in alto (fascia azzurra), per la grafologia tende all’astrattezza, ad alimentare la fantasia, ma comunque anche alla curiosità generale, ma anche alla spiritualità teorica. La parte negativa da attenzionare riporta al fatto che il tutto potrebbe essere anche dovuto ad un tentativo di fuga dalla realtà quotidiana (quindi valutare la pressione ed i colori del disegno, se eccessivamente accesi o marcati).
  2. La zona centrale (fascia verde) risulta essere la zona perfettamente “normale” e comune; ricordiamo come il bambino sia “sanamente” egoista, sapendosi valorizzare. Unico neo e campanello d’allarme può rilevarsi se il bambino tende a disegnarsi/disegnare con tratti marcati, gonfi, eccessivamente centrali, perché tale proiezione potrebbe doversi, grafologicamente, ad un egocentrismo forse un po’ acceso ed esasperato.
  3. La zona inferiore (fascia rossa) è quella che – personalmente – mi allarma leggermente di più, e quindi la attenziono grafologicamente maggiormente: indica un marcato ancoraggio ed attaccamento al concreto, al voluttuario, al pragmatico realismo, e quindi vanno correlativamente attenzionati altri elementi: tratto grafico (se marcato o evanescente), colore utilizzato (ovviamente la scelta deve essere libera e operata su una disponibilità di almeno 12 differenti colori), dimensione del disegno, collocazione nelle tre colonne (passato, presente, futuro).

Passando alle tre colonne, invece, grafologicamente avremo che il bambino che si disegna:

  1. A destra risulta essere maggiormente estroverso, dinamico, attivo. Può ben facilmente interagire con gli altri, trainando il gruppo, ma forse marcando eccessivamente il proprio ruolo.
  2. A sinistra risulta proiettare un mondo maggiormente introverso, distante, timido e riservato, che magari semplicemente necessita di tempi più dilatati. Può anche essere fortemente legato alla propria infanzia, ai ricordi del passato, alla famiglia; in tale ottica non rilevo nessuna preoccupazione, che però riservo, eventualmente, ad un adolescente: se un adolescente, infatti, colloca sé stesso nella parte sinistra del foglio, può riportare e rappresentare la paura di crescere, di diventare “autonomo”, ma comunicare anche un possibile bisogno di accudimento regressivo.

Infine, prestare particolare attenzione alle cancellature: per la grafologia rappresentano un rifiuto, forse rabbia, oppure malcelata insoddisfazione e maldestro nascondimento di qualcosa che il bambino non ama (di sé stesso!). Se occasionale può essere semplice precisione, se ripetuta dovremo capire il perché.

Senza dimenticare che un ritratto grafologico di personalità (effettuando quindi una completa indagine grafologica, andando oltre ad un semplice ed immediato disegno) resta sempre un mero test proiettivonon certamente un’indagine medica; purtuttavia può fornirci strumenti immediati e di facile estrapolazione che, adeguatamente circostanziati e sinergicamente integrati da numerosi elementi, possono aiutarci a capire meglio i nostri bambini, supportandoli con equilibrio e fornendo il miglior supporto per la loro crescita autonoma ed equilibrata.

RIPORTO QUINDI, NUOVAMENTE E PER IMMEDIATA CONSULTAZIONE, L’IMMAGINE RELATIVA ALLA GRIGLIA TECNICA PROIETTIVA:

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