Scritture comparative nella grafologia forense

Quali documenti servono (e perché) per una perizia grafologica, valutandone qualità, quantità, provenienza, omogeneità e coevità In sede di indagine grafologica-forense operata su un reperto manoscritto (che si tratti di testamento olografo, firme, scritture private, lettere da anonimografo, ecc.), dopo aver eseguito la classificazione dei reperti e l’indagine strumentale sul reperto in verifica si entra […]
Perizia grafologica giudiziaria: quanto è affidabile?

Gli effettivi dati statistici sull’affidabilità dell’analisi tecnica in una perizia grafologica-giudiziaria Nel contesto delle controversie civili e penali, la perizia grafologica forense rappresenta il fondamentale strumento per poter accertare l’autenticità o la falsità di firme, testamenti, scritture private, contratti e documenti contestati. Spesso – per i procedimenti tecnici – risulta essere proprio la prova “regina”: […]
Il grafologo giudiziario e l’indagine sul grafismo parkinsoniano.

In grafologia giudiziaria-forense, l’indagine condotta su pazienti affetti da parkinsonismi costituisce una casistica mediamente rilevante (si pensi, all’indagine operata sui testamenti olografi), ma comunque sempre possibile occasionalmente anche in una fase lontana dall’assunzione della terapia farmacologica (si pensi a scritture private, firme su contratti, scritture private redatte da pazienti parkinsoniani ma apposte fuori dall’abitazione).
L’articolo riporta – e sintetizza – quindi le principali problematiche osservabili dall’esterno, sia mediche che grafologiche. In un procedimento giudiziario resta altamente consigliata – sia nel caso di CTU che CTP – la nomina collegiale di grafologo giudiziario e medico legale, che potranno operare sinergicamente.
Datazione chimica degli inchiostri: metodi, limiti e applicazioni concrete nella grafologia giudiziaria

La datazione chimica degli inchiostri è una tecnica forense che permette di stabilire quando una firma o un documento sono stati scritti. Integra principalmente il lavoro del grafologo giudiziario (mentre risulta ininfluente per il grafologo), che effettua una prima analisi non distruttiva.
Si basa sullo studio della composizione dell’inchiostro e del suo invecchiamento (degradazione, evaporazione dei solventi). Il metodo di Brunelle confronta campioni originali con campioni invecchiati artificialmente per capire se l’inchiostro ha completato il suo processo di stabilizzazione.
Ha alcuni limiti (parziale distruttività, sensibilità alle condizioni ambientali, impossibilità di distinguere pochi mesi), ma l’indagine relativa li rende ininfluenti; può datare inchiostri rollerball fino a 3 anni e ballpoint fino a 5 anni.
Risulta di rilevante importanza nell’ambito giudiziario, meglio se a seguito di una indagine preliminare effettuata dal grafologo giudiziario in regime multispettrale e microscopico sul reperto (https://alfiocostanzo.it/e-possibile-datare-un-manoscritto-lindagine-sullinchiostro-nella-grafologia-giudiziaria/) per verificare con grado di certezza tecnica la coerenza delle date, individuare aggiunte o manipolazioni e rafforzare le conclusioni delle perizie grafologiche. Si richiede in caso di sospette falsificazioni, modifiche o date discordanti nei documenti.
Grafologia o grafologia forense: assonanze (poche) e differenze (molte)

La Grafologia: scienza e applicazioni Pratiche
La grafologia è una disciplina scientifica che studia la personalità attraverso l’analisi della scrittura. Affine alla psicologia, la grafologia è un test proiettivo che permette di risalire alla psiche del soggetto esaminato, attraverso l’osservazione delle sue caratteristiche grafiche. La scrittura, essendo un atto personale e psicomotorio, rivela informazioni sul carattere, l’intelligenza, le dinamiche sociali e le interazioni interpersonali, ed è un utile strumento per comprendere punti forti e deboli di una persona.
In ambito di analisi della personalità, la grafologia si avvale di tecniche specifiche e di una metodologia che guida il grafologo nella comprensione del comportamento del soggetto, sia in contesti familiari che professionali. L’analisi grafologica non si propone come una prova definitiva, bensì come una consulenza proiettiva che può essere affiancata ad altre discipline, come la psicologia, per una valutazione più completa.
Ambito professionale diverso in cui la grafologia risulta ampiamente applicata è quello giudiziario. Il grafologo forense (o perito grafologo) si concentra sull’analisi di documenti sospetti, studiando i movimenti inconsci che determinano la forma della scrittura. In questo caso, l’attenzione è rivolta a vari aspetti, come la spontaneità grafica, la presenza di artifici, o la modifica del documento. La metodologia si basa su principi di fisiologia scritturale e su studi statistici, con l’obiettivo di determinare se un documento è autentico o falso.
La grafologia forense, inoltre, include l’analisi di fattori fisici e chimici del documento, come alterazioni meccaniche o l’uso di strumenti diversi, che potrebbero indicare manipolazioni o falsificazioni. In caso di sospetto falso documentale, l’esperto grafologo si avvale di protocolli internazionali per garantire una valutazione accurata e oggettiva.
In conclusione, la grafologia non solo aiuta a interpretare la personalità, ma è anche uno strumento fondamentale nel campo legale per determinare l’autenticità di un documento. Sebbene il margine di errore nelle perizie sia minimo, ogni indagine dipende dalla competenza dell’esperto e dalla qualità dei dati disponibili.
E’ possibile datare un manoscritto? L’indagine sull’inchiostro nella grafologia giudiziaria

Si può davvero stabilire quando è stato scritto un documento?
Nel mio (discorsivo e semplificato) approfondimento di grafologia giudiziaria esplicito come, grazie all’osservazione della riflettenza dei gruppi metilici dell’inchiostro (operata in microscopia stereoscopica, addizionata di opportuno fascio di luce radente) e indagando, in particolare, la stabilizzazione del cristalvioletto, sia possibile stimare l’età effettiva di una scrittura. Ovviamente entro certi limiti temporali (grossomodo risalenti a sei anni) e unicamente considerando le penne a sfera (che hanno inchiostri a base oleo-viscosa e resinosa). Resta un’indagine ben interessante, utile a corollario in casi di firme sospette, testamenti olografi, scritture private che si sospettano retrodatate o risalenti a periodi diversi, e che quindi può fornire validi elementi riportanti a tentate frodi documentali. E la grafologia forense – affiancata da strumenti ottici e conoscenze specifiche – può fornire indizi preziosi anche in assenza di analisi chimiche (che, seppur più precise, restano comunque molto invasive e parzialmente distruttive del reperto indagato).
Firme (false) create con intelligenza artificiale (AI): possono essere riconosciute dal grafologo giudiziario?
Dopo aver “istruito” e preparato l’AI con campioni comparativi autografi da poter studiare, potendo ricreare un documento falso, l’esperto in analisi e comparazione della grafia (o grafologo giudiziario) riesce a rendersi conto del falso (Journal of Forensic Sciences, luglio 2024)
Quanto è utile l’indagine con irradiazione UV in una perizia grafica-grafologica?

Ovviamente molto! Perché resta una fase d’indagine che serve a scoprire (e dimostrare) la presenza di zone traslucide, variamente causate da cancellature meccaniche (raschiamenti), cancellature fisiche (gomme da cancellare), cancellature chimiche (soluzioni versate sulla carta); oppure documenta l’assenza di aloni e macchie sospette, quindi riporta come il foglio/reperto risulti perfetto ed intonso, privo di anomalie.
Importanza dell’indagine nel campo IR in una consulenza/perizia grafologica

Esempio di come una indagine nel campo IR possa rilevare quanto non visibile e non interpretabile dall’occhio umano (ad es. penne diverse, tracciati a matita, tratti sovrascritti con altre penne, ecc.)
Come scoprire se una firma è stata apposta su un foglio in bianco, poi stampato?

L’analisi della firma apposta su un foglio in bianco è una pratica comune nelle perizie grafiche forensi. Quando una persona riconosce la propria firma, ma contesta il contenuto del documento, il perito grafologo può verificare la sequenza temporale tra firma e stampa mediante indagine microscopica del toner.
Le stampanti laser rilasciano infatti minuscole particelle di toner su tutto il foglio, invisibili a occhio nudo. Osservando la zona della firma, è possibile stabilire se la stampa sia avvenuta prima o dopo.
I risultati possibili sono tre:
Toner non contaminato e non schiacciato → la stampa è successiva alla firma (abuso di firma in bianco).
Toner contaminato e deformato dall’inchiostro → la firma è successiva alla stampa (documento genuino).
Particelle sia sopra che sotto la firma → il foglio è stato stampato più volte dopo la firma, creando difformità.
In sintesi, la microscopia del toner permette al grafologo di identificare con accuratezza la genuinità del documento e l’ordine in cui testo e firma sono stati apposti.